passione e libido

Eppure non è mai stato così, non parlo del calcio di cui non sono mai stato tifoso e appassionato, parlo del rapporto con un’altra persona, con una donna tanto per essere chiari.
Sono sempre stato un amante appassionato con la visione del piacere, con il desiderio del contatto e della condivisione. Invece le cose stanno diversamente, da mesi ormai, e, tanto per dare un appiglio a chi dei miei interlocutori ne avesse bisogno, direi proprio dalla fine dell’ultima storia; ero innamorato, tanto per ricordarlo a me stesso e come spesso accade questo non è bastato.
Ora l’apatia mi pervade, lontano da me l’impulso che occorrerebbe per forzare la tensione superficiale dell’intimità con un’altra persona. Non che tutto sia inerte ma, il movimento sensuale si risolve solo in se stesso, con un solo cuore e un solo sangue pulsante.
Forse dovrei farmi venir fame, digiunare, forse la fame chiama fame chissà. Forse dovrei fare tanto sport, affaticarmi fisicamente tanto da voler trovare ristoro in una fase di rilassamento e recupero come per i cavalli dopo la corsa.
Mi piacerebbe che si trattasse di qualcosa così semplicemente meccanico o metabolico, mentre quella che sento è la distanza, come se non valesse la pena lo sforzo di accorciarla. Come se alla fine il godimento fosse così velocemente degradabile nel tempo da risultare del tutto vano. Forse tutto sommato nel poco tempo che m’avanza quel che ho veramente bisogno è solo di dormire, anche se poi risulta ancora più difficile trovare qualcuno di interessante disposto a ripescarmi dal limbo in cui sono finito…

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San Valentino e la stanza che guarda

Sarà anche una fatalità trovarmi qui anche oggi ma, non troppo, anche le cose si accorgono e mi parlano di quello che manca in questo quadro.

Mi parlano di un uomo che va e viene dalla stanza 745, come l’orario di arrivo dell’autista, dell’uomo che si alza in silenzio, apre la finestra, respira e guarda il mare. Poi che muto entra in bagno e muto ne esce, mentre si fa la doccia canticchia, una volta uscito, si veste, prende il computer ed esce.

Il silenzio è tanto più evidente mentre sono qui, non ci sono parole, telefonate, né corpi né ombre ad abitare questo spazio. In questa stanza d’albergo che vorrebbe essere intimità ma non è, ci sto io a chiedermi dove e quando sia finita.

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innamorabile

ecco sì, la salvezza, un bacio

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Meetic: la mia descrizione [dopo la moderazione]

La felicità non è felicità senza una capra che suona il violino.

Parlare di se stessi è come raccontare una storia non ancora scritta o raccontare di un viaggio mentre si sta ancora viaggiando.

Niente per dire niente e spesso, vedi, dico ca**ate ma, molti ritengono che non sia così e che invece, al contrario, io sia carino, gentile, intelligente e sensibile.

Se non parlo è perché non ho niente da dire, se non ti parlo è perché no. Parlo quando parlo, taccio quando taccio, se faccio qualcosa non è per forza, sono generoso, mi dimentico delle cose, mi ricordo delle cose, a volte sono un fiume a volte un lago, a volte il mare; l’acqua mi esce dagli occhi per le cose belle e per le cose brutte.
Non mi offendo, tutt’al più non capisco, poi ti chiedo, oppure lascio correre ma, anche no. Sono una persona paziente ma che si stufa.
Stamattina nel cielo la luna piena era proprio bella e mi sono fermato a guardarla anche se ero in ritardo per un appuntamento e, se per questo dici che sono romantico, allora sono romantico e sì, regalo anche fiori, mi piace.
Faccio un lavoro tecnologico e spesso sono in viaggio ma, canto anche a teatro e suono il corno, cerco insomma, so montare un rubinetto e leggo kafka sulla spiaggia… altro, sì anche, siamo tutti anche altro.

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collezionando miglia

un po' come tra le nuvole

non sto più qua e non sto là

passano le settimane, i mesi e il mio bagaglio si riduce quanto le mie parole

vorrei senza volere

e intanto volo come se non avessi i piedi a terra

e così è, come la spia della riserva accesa

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delocalizzato (soul)

potrei dire che c'è stata una rivoluzionein albergo
(e c'è stata)
ma cos'è successo infine
una lista della spesa con tutte le cose segnate
e spuntate
una spesa per una casa vuota
e la luce accesa

(è che la luce non basta se nessuno c'è a fare ombra)

la mia solitudine indaffarata ha reso le mie labbra ancora più mute
(e che servissero a baciare almeno una ragione troverei)

raccontarla, vorrei imparare a raccontarla
(almeno)

 

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non c’è

dovrebbe esserci un fondo
come nel caffè
o nel barile
nel magazzino
come nel mare
nell'occhio
nel cuore
come nell'anima
o nella bottiglia
o nelle cose da dire

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