43% vol.

Allo Stalin si avvicendano una mezza rissa e parole tranquille mentre i bicchieri scivolano giù

quanti? tre… e una guinness media (non da solo)

rientro (da solo) che il pensiero è più falso delle mie gambe e dei miei movimenti

penso a quello che non dovrei pensare

tu che ospite a casa mia sei la sovrapposizione di quello che vorrei e di quel “dove” vorrei tornare

ma non è così, e quest’illusione mi da un altro passaggio

beh, da qualche parte mi porterà…

(sei il mio blablacor, rido)

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eppure

torno dal pub

uno ‘sbagliato’ e poi cena

tranquillo

dopo una giornata intensa di lavoro

del resto ultimamente intense lo sono quasi tutte

un po’ perché ho perso quattro persone nel mio team

un po’ perché sono fatto così

no, non sono un accentratore ma,

un interventista forse

sì, lo sono, ma è perché mi rompo le palle nel girare intorno alle cose

ho bisogno di fare, risolvere

non ho pazienza

eppure

eppure sono anche indolente,

dovrei fare delle analisi del sangue

un paio di radiografie

trovare una cazzo di casa da comprare

eppure

eppure alla fine sto bene così

non so se sia perché l’attitudine al lamento non mi appartiene

perché alla fine sopporto il dolore

o perché alla fine i dolori se ne vanno

o mi ci abituo

o perché adesso ho voglia di comprarmi un’altra auto

 

dovrei dimagrire

così, forse per potermi impegnare di meno a trovare una fidanzata

eppure

eppure una donna a cui pensare ce l’ho

anzi, ne ho due

tu che sei lontana

voi che siete vicine

almeno…

 

una BMW Z4 3.5is

credo che alla fine

sia più facile staccare un assegno

e godermi quell’ora e mezza al giorno di piacere cabriolet

 

uff… ormai sono arrivato alla distorsione

del pensiero intendo

(anche se forse quel dolore forse è proprio una distorsione

deve essere stata la caduta dallo scooter

o quella dalle scale…

figo avere una rampa di scale in casa eh?)

dicevo…

scambiare una capote con un sorriso

(ma dove sono arrivato…)

beh…

vedi, tu che leggi,

alla fine sono attivo

al lavoro non mi fermo un istante

eppure

eppure sono indolente

 

dal pub a casa

quattro passi

sono un po’ alticcio

di buonumore

ultimamente spesso

(di buonumore, non alticcio)

troppo

 

toh, una 500 con una capote rossa

parcheggiata qui vicino a casa

è come quella della tipa carina incrociata per strada al ritorno dall’ufficio

chissà se è lei

peccato fumasse

(mi sento un po’ Forrest Gump)

ma perché sono attratto da donne che fumano

oppure che stanno a Brescia?

mistero…

percorro la passerella sui lavori in corso

ancora quelli del gas

è la quarta volta in due anni

(ogni volta dura sei mesi)

ma vabbé

questa passerella sembra un ponte su un canale di Venezia

colpa del piscio di cane che ci passa sotto (?)

o forse della Chouffe dopo lo ’sbagliato’

o dell’affogato al whisky

dopo la Chouffe

mistero

(un altro)

 

eppure

eppure due parole con te

(che non ci sei)

le scambierei

e vorrei anche portarti in gita in Bretagna o a Bruxelles o a Bruges

o Brrr con l’auto che prenderò!

e chiederti quel sorriso

che non scambierei con nulla, davvero!

(la Z4 mi sa che la prendo lo stesso)

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Amore Nuvola

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(senza spiegazione)

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Tour a tour le retour

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Dovrebbe essere facile capire quando si desidera veramente una cosa

eppure

a volte

la convinzione di avere quel desiderio si radica più del desiderio stesso

(ci dormo sopra)

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Ma ni la

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A volte ti fermi ad aspettare qualcuno che non arriva

ma, lo fai così bene che il tempo e il mondo

non possono fare a meno di fermarsi.

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the answer my friend is blowin’ in the wind (and w/o capital letters)

è un periodo molto intenso, l'inizio della stagione lirica, le prove, lo studio delle parti, la concentrazione e la memorizzazione e poi il lavoro "vero" che incessantemente da mesi richiede tempo e presenza, attenzione e reattività.
e comunque, mai come in questo periodo mi sento a mio agio nelle cose che faccio e anche in qualche modo, libero dalla necessità di amare qualcuno. in realtà proprio quest'ultima necessità è svanita da molto tempo ed è da altrettanto tempo che ne ricerco con curiosità il motivo.
ora finalmente sembra che la nebbia si stia diradando e credo di essere arrivato al dunque. l'arcano mistero svanisce in se stesso, si scioglie, si sgretola, è come se anche questo alla fine non fosse poi così importante. è come se, al di là della nebbia del desiderio di amare qualcuno, qualcosa si stia prendendo forma. finalmente sto scoprendo qualcosa di nuovo, o per lo meno, sto riconoscendo la qual cosa che ancora o che davvero e che in fondo desidero: vorrei essere amato! sì, incondizionatamente, totalmente, beatamente ed egoisticamente, sì!
bella scoperta n'est pas? eh sì, vero che lo è (compatitemi), per tutti i miei amori sono stato così impegnato ad amare, molto, perdutamente e ora è come se non contasse più, è come se alla fine non fosse mai successo. già, dimentico, perché alla fine quel che conta, che scrive dentro, è solo il sapersi amati, godersi il fatto di esserlo, lasciarsi amare e abbandonarsi dolcemente. di quel che ho dato non ho memoria: amare come un mandala che scivola nel vento. però che tristezza forse, non esser mai stato raggiunto da una carezza.

bene… però ora, che ne facciamo di quest'uomo???


p.s.: ma forse non è vero

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A guardar la notte (in ritardo)

stelle cadenti

Che poi dico, vorrei essere qui ma, come fossi l’uomo di Neandertal, con poche domande e tanti desideri possibili.

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