Vertigo

minotaure

Penso ancora moltissimo a V., al suo sorriso, alla sua presenza, all’intimità che abbiamo condiviso così intensamente. Da ieri l’altro mi è ritornata fortissima la sensazione della sua mancanza e non avrei voluto. So che è inutile sperare ancora, lo dicono gli ultimi messaggi che ci siamo scambiati, sono diventati così anonimi, superficiali, che ormai, anche se non voglio ripetermelo, è chiaro come stiano realmente le cose per lei.

Le sue parole mi arrivano svuotate, come se V. si sentisse in dovere di farsi viva, come se io fossi sua madre o un parente e non perché mossa da un vero desiderio di sentirmi. Mi scrive di cose, non più di sè stessa e io cerco di star dentro anche in questo pur di starle vicino e anche se mi manda foto alle tre di notte io ci sono, come sempre è stato, la differenza è che ora lei non ci fa più nemmeno caso.

Da qualche giorno un’altra donna più o meno dell’età di V. ha iniziato a flirtare con me, mi cerca, vuole entrare in qualche modo nella mia vita e, se non nella mia vita, di sicuro nel mio letto; in questo è stata talmente esplicita che l’ho capito pure io. Il bisogno di distrarmi dal dolore di aver perduto V. mi ha fatto percorrere la strada di una distrazione che ora mi ha portato a questo punto, al dover prendere una decisione, sul prendere o lasciare.

In tutto questo fino ad ora ho lasciato il cuore là dov’era rivolto, ma non sono mai stato capace di tenerlo a lungo lontano da quel che faccio e in questi anni ancor meno di prima. Dovrei diventare più cinico e fottermene, non metterlo mai in gioco, invece faccio l’esatto contrario. Ora sono qui sul confine e non riesco a fare quel passo oltre perché rinunciare a V. mi fa male, è ancora lei che davvero desidero anche se…
vaffanculo, vorrei che fosse tutto più facile.

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Peonie

Scorrono i giorni e il loro trascorrere sembra non cambiare il desiderio che per lei ritrovo ancora in tutte le ore del giorno e della notte. Ma il conto della sua assenza cresce ogni giorno che passa. Ogni giorno fa morire pezzi di vita di quel noi che siamo stati e lentamente quello che rimane è sempre meno riconoscibile.

Non sento la sua voce da giorni, che suono avrà ora? I suoi pochi messaggi si sono fatti sempre più sterili fino a scomparire. Le sue foto, mescolate nella galleria del cellulare, ricordano momenti che non riesco più a toccare e, nella loro immobilità, non mi restituiscono più il viso che amo. Quello che accade è stato scritto quando la parola fine è uscita dalle sue labbra, mancavano solo i tempi.

Questi fiori recisi dalle loro radici e da ogni possibilità di rigenerarsi, stanno diventando il ricordo di loro stessi, di una cosa bella che se n’è andata. Appassiscono, svaniscono.
Il desiderio di questa bellezza presto non avrà più il nome di questi fiori, è così sarà per lei e forse anche per me.

Siamo belli agli occhi del mondo e anche se non vogliamo questo ci chiama, altri fiori appagheranno il mio desiderio altri il suo, i suoi mi faranno male ma poi tutto si farà lontano.

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Vacancy (not in my heart)

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Theatre is crowded for “La nona” and she’s not here with me. She said she envy me and the faith has reserved a sit just aside me, the only sit that’s free in the sector and more how far my sight can go.

Despite no one would bet a cent I still have parts in me that are hopefully looking forward to the future. Strange to say I feel not in pain (easy because she’s located on the other side of the world… what a blowhard I am!) and I’m quite good, that’s also because despite I do not look at the world the world has decided to bring me up also here with the Ode to Joy..

My good mood is making me love V. with levity this days, yes I am really stupid but fuck you! I still love her and so it is now! … just before the start I was looking at my calendar and I found I still have the reservation at our restaurant for the 23rd of this month, I’ll keep it against all odds and sure no one else will replace her in that sit, it will stay vacant as the one here on my left.

 

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Lava (love) lamp

lava red

Ci siamo incontrati martedì per un addio, uno dei tanti che impregnano le trame del nostro amore come quelle macchie fatte chissà dove che erano sulla sua maglietta. Macchie che la rendevano prossima al lavaggio, alla cancellazione del suo vissuto e del suo profumo.

Ora, dopo la sua partenza, seimila miglia dividono il noi che siamo dal noi che eravamo, ma la distanza dentro di me si muove su un piano diverso e si trasforma molto lentamente in calore che viene a mancare.

Come se un fluido di umori risalisse in superficie dalle fratture di un cuore incatenato sul fondo dell’acqua e si disperdesse da quelle microscopiche fessure che si aprono ogni volta che i suoi occhi sfuggono il mio sguardo, ad ogni silenziosa assenza, ogni volta che le sento ingoiare l’amore che ancora prova per me(*).

Così, il tanto amore che ancora sento si disperde piano dal mio cuore che batte laggiù e che lentamente si riempie d’acqua e che poco a poco perde la forza di volare ancora verso l’alto.

Scioccamente avevo finito col credere che lei potesse riuscire a vivere bene la condizione della nostra storia come riusciva ad abbandonarsi al nostro piacere, fidandosi, aggrappandosi a me fino a perdere il controllo di sé stessa. Ma la vita è più vasta di un letto e io evidentemente non sono stato quello giusto per lei.

Il bene che ci vogliamo e che forse ancora per un po’ ci daremo nella dolcezza degli incontri e con parole d’amore, rimanderà essenze amorevoli e sensuali a scambiare calore tra i nostri due cuori finché l’acqua, le cose del tempo, raffredderanno tutto questo e lo faranno finire.

____________

Nota: (*) Una sofferenza che non posso fare altro che accettare perché siamo costretti a vederci e che sopporto perché in fondo pensare di perderla completamente è ancor peggio e forse lo stesso vale per lei. So che dovrò sentire ancora tanto struggimento per quello che vedrò o sentirò della sua vita che continua e scaricherò ancora qui ogni goccia persa di quel bene dell’anima che le voglio.

 

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La notte della vigilia

Round midnight

È quasi mezzanotte. Ho passato una bella giornata, l’ultima di questa mia età.

Sono stato fuori città nel bel parco di un’abbazia per l’inaugurazione dell’opera d’arte di un’amica. Chiacchiere, poi prove con il quartetto d’archi e duettato con C. in concerto. Qualche telefonata e messaggi di altri amici di tanto in tanto, li sento molto vicini in questi giorni. Mi vogliono bene davvero. Nel pomeriggio alla fine è uscito anche il sole a portare un po’ di luce prima della merenda sinoira e del rientro.

Sono sul divano ora e cerco un desiderio da poter esprimere tra quelli troppo grandi che ho di lei. Vorrei trovarne uno che abbia la possibilità di realizzarsi ma, da una settimana c’è stato il distacco e il suo “buon weekend” di venerdì lo ha confermato. È di nuovo altrove credo.

Faccio i conti con me stesso, mi farei un viaggio, magari appena posso mi regalo un RWT. Non alzo ancora abbastanza gli occhi, meglio cominciare con una cena a casa tra amici domani sera. Quello che sta tra domani e i miei desideri me lo vedrò poi di giorno in giorno…

 

 

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Through the window glass 

pass

Despite this morning I took longer on purpose I saw you arriving
Blood drained and froze my shoulders, my stomach twitched
I don’t know why seeing you arriving late makes me dizzy

It’s three days I’ve no signs from you, last, was your lunch messages the day after we met
Don’t know if you are OK or not, probably yes, I feel uncomfortable
I don’t know if I miss some important words to understand, surely I miss you

I extremely miss you in my body in my veins on my skin
I feel a disaster of physical pains completing what I feel in my mind
I’m sick, I’m going crazy today

I know all passes so I sould stay quiet, but seems impossible
I have to repeat myself how much I love you to push the tears back into my eyes
I want to get out from office, but I know is for nothing, I cannot find you anywhere

I try to work but my mind won’t go, calls, mails are not able to divert my thought
I understand now your needs when I ask’d you not to call if not really necessary
May be needs where not the same I don’t know… ‘cause I really want you

I feel sorry for this need, I can’t resist and I can’t tell you so
I can’t give you my pain, I care about you, I love you
Nevertheless I’m typing you a message…

Just to know that you’re all right…”

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La mia parte

Piove, un cambio di programma ha lasciato scoperta questa sera. Da un po’ ormai cerco di riempire i giorni che arrivano con cose da fare e restare il più possibile in compagnia di amici per non pensare troppo.

Durante la scorsa settimana, come ho scritto, gli equilibri o squilibri sono in qualche modo cambiati e ora è lei che mi ha chiesto silenzio per poter pensare.

L’amore che ho per lei in questa mutazione mi sta facendo oscillare. Dentro di me i pensieri si affollano attorno alla decisione di non staccarmi e di restare in ascolto. Decisione mossa dalla volontà di mettermi al servizio della nostra storia e dal desiderio di continuarla insieme di fare tutto il possibile per non perderci.

Sono pensieri che aspettano una direzione, molti si agitano chiedendo di fare qualcosa, altri soffrono la sua assenza, altri ancora sono rivolti a lei con una tenerezza sconfinata abbracciandola nel suo percorso di comprensione dei suoi desideri e bisogni.

Le voglio bene, lo ripeto un po’ a me per rimanere fedele al mio sentimento e sopportare questa attesa e un po’ lo dico a lei anche se già lo sa. Le ho detto tante cose, ma ho sempre la sensazione di non averle detto abbastanza.

Sarà una serata lunga, anche se cerco di tranquillizzarmi scrivendo e tenendo impegnata l’unica cosa che vorrei aver perso. L’unica cosa rimasta attaccata alle chiavi che vorrei lei usasse ancora.

 

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