Technical KO

I was at the pub with my not-to-be-loved sat in front of me and I was sipping my Negroni Sbagliato, the second I think, when two lovers got a chair behind the-eyes-reflecting-mines (eyes of the NTBL).

She was smiling in a way that all my entire life drained out, my melted bloody  brain and body flowed in the floor sink. Her smile, her teeth, her cheeks, her sparkling eyes, her shoulders, the color of her skin, everything of her was saying things I miss… So what… What the hell I’m doing here knocked down in unconsciousness giving free recommendations to my NTBL… oh poor pathetic man…

Well, now I’m back home with my NTBL talking out of my door and I’m here with tears falling from my old starved eyes, trying to hide myself and writing something that may give me some comfort… and I feel an idiot, I feel time passing through and where are you?

Where are you my to-be-loved one?

P.S.: Need to buy asap a thread mill to get back in shape… just to do something (w/o resolving)

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Come uscire dalla palude

avevo bisogno di un’illusione per spostarmi da un tempo stagnante

c’è voluto impegno per costruirla, per crederci almeno un po’

ora
ora può crollare
e seppellirmi per farmi ritrovare

sullo sfondo le palme ballano nel vento

una lacrima
una sola
per far finta che sia stato vero
fino in fondo
(beh, i dettagli sono importanti)

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alla fine… (cioè a metà)

scrivo, non rispondi

ti aspettavi altro?

(altro non sono)

interpreti le mie parole?

ascoltami, non interpretare perché ancora non sai che lingua parlo

(non so che lingua parli)

semmai chiedi e sorridi

io sorrido, sono di buon umore sempre, quasi

anche se le cose vanno male

(perché non è detto che vada male anch’io)

A metà capisci che non hai tempo ed è inutile nascondere

vuoi? bene; non vuoi (se stai facendo tutto da sola)? continua pure, puoi farlo

se ci sono o non ci sono (per te)

non cambierà la musica che ascolto

non cambieranno le parole che non ti dirò

non cambierà il battito del mio cuore.

C’è l’altra metà da percorrere

da conoscere

io vado!

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43% vol.

Allo Stalin si avvicendano una mezza rissa e parole tranquille mentre i bicchieri scivolano giù

quanti? tre… e una guinness media (non da solo)

rientro (da solo) che il pensiero è più falso delle mie gambe e dei miei movimenti

penso a quello che non dovrei pensare

tu che ospite a casa mia sei la sovrapposizione di quello che vorrei e di quel “dove” vorrei tornare

ma non è così, e quest’illusione mi da un altro passaggio

beh, da qualche parte mi porterà…

(sei il mio blablacor, rido)

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eppure

torno dal pub

uno ‘sbagliato’ e poi cena

tranquillo

dopo una giornata intensa di lavoro

del resto ultimamente intense lo sono quasi tutte

un po’ perché ho perso quattro persone nel mio team

un po’ perché sono fatto così

no, non sono un accentratore ma,

un interventista forse

sì, lo sono, ma è perché mi rompo le palle nel girare intorno alle cose

ho bisogno di fare, risolvere

non ho pazienza

eppure

eppure sono anche indolente,

dovrei fare delle analisi del sangue

un paio di radiografie

trovare una cazzo di casa da comprare

eppure

eppure alla fine sto bene così

non so se sia perché l’attitudine al lamento non mi appartiene

perché alla fine sopporto il dolore

o perché alla fine i dolori se ne vanno

o mi ci abituo

o perché adesso ho voglia di comprarmi un’altra auto

 

dovrei dimagrire

così, forse per potermi impegnare di meno a trovare una fidanzata

eppure

eppure una donna a cui pensare ce l’ho

anzi, ne ho due

tu che sei lontana

voi che siete vicine

almeno…

 

una BMW Z4 3.5is

credo che alla fine

sia più facile staccare un assegno

e godermi quell’ora e mezza al giorno di piacere cabriolet

 

uff… ormai sono arrivato alla distorsione

del pensiero intendo

(anche se forse quel dolore forse è proprio una distorsione

deve essere stata la caduta dallo scooter

o quella dalle scale…

figo avere una rampa di scale in casa eh?)

dicevo…

scambiare una capote con un sorriso

(ma dove sono arrivato…)

beh…

vedi, tu che leggi,

alla fine sono attivo

al lavoro non mi fermo un istante

eppure

eppure sono indolente

 

dal pub a casa

quattro passi

sono un po’ alticcio

di buonumore

ultimamente spesso

(di buonumore, non alticcio)

troppo

 

toh, una 500 con una capote rossa

parcheggiata qui vicino a casa

è come quella della tipa carina incrociata per strada al ritorno dall’ufficio

chissà se è lei

peccato fumasse

(mi sento un po’ Forrest Gump)

ma perché sono attratto da donne che fumano

oppure che stanno a Brescia?

mistero…

percorro la passerella sui lavori in corso

ancora quelli del gas

è la quarta volta in due anni

(ogni volta dura sei mesi)

ma vabbé

questa passerella sembra un ponte su un canale di Venezia

colpa del piscio di cane che ci passa sotto (?)

o forse della Chouffe dopo lo ’sbagliato’

o dell’affogato al whisky

dopo la Chouffe

mistero

(un altro)

 

eppure

eppure due parole con te

(che non ci sei)

le scambierei

e vorrei anche portarti in gita in Bretagna o a Bruxelles o a Bruges

o Brrr con l’auto che prenderò!

e chiederti quel sorriso

che non scambierei con nulla, davvero!

(la Z4 mi sa che la prendo lo stesso)

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Amore Nuvola

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(senza spiegazione)

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Tour a tour le retour

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Dovrebbe essere facile capire quando si desidera veramente una cosa

eppure

a volte

la convinzione di avere quel desiderio si radica più del desiderio stesso

(ci dormo sopra)

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