Svanisco

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Ieri sera ci siamo ritrovati, era quello che le avevo chiesto e che lei aveva accettato di fare nonostante avesse il timore che portassi con me qualcosa di brutto.

Ero certo di volerla incontrare per i motivi che ho già scritto negli ultimi post, ma non mi ero fatto un’idea precisa di come sarebbe stato, avevo solo in mente di stringerla tra le mie braccia e sentire ancora una volta scorrere in noi tutto il bene che c’è stato. Vivere quel momento senza pensare ad altro e ripeterle quanto le voglio bene, quanto l’amo nonostante sia andata come è andata.

Appena arrivato mi ha stretto forte facendomi battere il cuore come fosse una banda che suona a festa, era bellissima e, non so cosa lo dico a fare, perché so che per me lo sarebbe stata per tutta la vita. Mi fa tanta tenerezza e nostalgia.
Non ha parlato tanto, qualche parola in più di lavoro e alla fine anche per una vicenda che riguarda un bimbo, qualcosa che ripete che il destino non ha regole o coscienza e che ci dice di tenerci stretto il bene che abbiamo ogni giorno se riusciamo, se possiamo.

Le ho portato delle cose che aveva lasciato da me, oggetti senza emozione, a parte le sue brasiliane che ce l’hanno eccome. Oltre ad abbracciarla non avevo discorsi da fare o altre intenzioni perché sento che ormai sto scomparendo completamente dai suoi desideri e che sia lei o siano cose o persone a farlo non fa tanta differenza veramente. Solo ovviamente una fitta che la carne provoca ancora perché sente l’assenza del suo corpo. Sì, avrei fatto l’amore con lei se l’avesse desiderato, perché io la desidero ancora e tanto.

Avevo anche paura che dopo averla vista e abbracciata sarei stato male come un cane… ed è ancora è troppo presto per dire che non accadrà, perché stringerla mi ha fatto stare così bene (nonostante avesse una parte di sé altrove e non voglio dirmelo altre volte) che la sensazione di benessere mi è rimasta dentro.

Poi sono tornato a casa, triste ovviamente, ma anche un po’ felice per averla toccata (e anche con tanta voglia di fare l’amore con lei, tanta ancora adesso). Già, quel che dico in questo momento tra parentesi è perché non accadrà più, perché senza il suo desiderio anche il mio svanisce.

Non so come sarà ora e quanto ci vorrà ancora, perché alla fine riportare alla realtà tutto quello che questa storia aveva cambiato è una delicata operazione di espianto che riguarda ogni cellula del mio corpo. Perché lei ha messo radici bellissime e profonde tra i sassi della mia esistenza regalandomi nuovamente una vita tutta intera, rendendo possibili idee che fino a poco tempo prima credevo ormai perdute come risposarmi, avere un figlio, riavere e condividere qualsiasi desiderio insomma. Un occasione unica per me che, non per pessimismo, ma per questioni di statistica e tempo non si potrà più ripetere un’altra volta.

Non le scrivo messaggi se non lo vuole lei e non perché io non lo desideri o non desideri riceverne, ma perché lei ormai è altrove con tutta se stessa o sta cercando di farlo. Sa dove io sia rimasto e non c’è bisogno (e le voglio troppo bene) per ricordarglielo.

Ora basta, vado a letto, svanisco così questa sera, come un po’ ogni giorno anche dai suoi pensieri…

 

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St. Patrick’s day

people

Alla Fabbrica del Vapore con amici e amici di amici, per me persone nuove che è un bene.

Musica e chiacchiere tra la gente, malamente tra il fumo della griglia mi bevo una birra. V. mi attraversa spesso la mente, la lascio entrare per non andarla a cercare. Faccio questo per non farmi male, non penso a dove possa essere e con chi e nemmeno dove sia rivolto il suo cuore ora. Ci sediamo sparpagliati tra i tavoli e ceniamo dividendoci altre birre e grigliate, si parla a frammenti e per lo più ci si perde o ci si cerca tra la folla. La musica è inascoltabile per colpa del riverbero della sala, il ritmo patisce e le quattro bancarelle offrono un diversivo solo per qualche manciata di minuti.

Finalmente troviamo un bar appartato con dei tavoli liberi e ci sediamo in gruppo, ordino da bere e prendo dei dolci, sono dei biscotti di pastafrolla e fatalmente sono a forma di cuore. Sedute davanti a me le due tipe romane della compagnia trapiantate qui a Milano, sono carine, una è fidanzata credo, l’altra bionda è single.

Mentre beviamo si parla di trasferimenti, ricerca delle case, zone. Finisco per parlare anche della casa precedente e ovviamente sollecitato da chi l’aveva vissuta anche del suo terrazzo e del gazebo. Le due tipe mi chiedono se non ho una foto da far vedere e sì certo che c’è in FB dicono gli altri… ed è quella di una sera in particolare, una cena alla luce di mille candele tutte per V. e ricordo anche che lei poi era venuta a sapere di questa foto su FB e aveva pensato fosse stata la replica di una fatta chissà con chi altra e c’era rimasta male e non voleva nemmeno parlarmene. La mia testa mi sta portando dove non vorrei.
Si dividono i biscotti. “Come spezzate i cuori con nonchalance” dico per prendere fiato, ridono tutti e la tipa sorridendo mi offre il suo per spezzarlo, la guardo e lo afferro tra le dita, si spezza. Ride e mi dice qualcosa come per esprimere un desiderio. Non riesco.

Passano ancora dei minuti poi loro due e il tipo che le accompagna si alzano così come altri due amici, ci salutiamo, le mani mie e della tipa si soffermano più a lungo tra di loro come in qualche modo a cercarsi, ma io ora non sento altro che V. o meglio, il vuoto della sua forma aggirarsi nel mio cuore e risucchiare ogni pensiero. Non capisco, non riesco nemmeno a reagire quando i tre mi chiamano dicendomi di andare con loro che sono spaiati. Li saluto e dico che resto con gli altri e non è vero perché me ne sto andando anch’io.

Esco mescolandomi tra chi va e chi viene con le mani in tasca facendomi portare dai miei passi, passo il ponte di Carlo Farini e scendo poi verso casa attraversando gruppi di ragazzi che parlano fuori dai bar, penso che hanno la sua età e ora mi sento davvero a disagio. Prendo l’ultima sigaretta del pacchetto e l’accendo per confondermi nel fumo.

Mi sento devastato e solido allo stesso tempo, una gran merda insomma, sorrido e saluto il bar tender sotto casa e ancora salgo a cercare il mio silenzio.

 

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Strofinando il cellulare

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Sono così felice che abbia accettato di vedermi, anche se non sono certo che ne abbia davvero voglia perché mi ha sempre proposto solo di vederci in momenti pubblici o a lunga scadenza. Quindi probabilmente è una necessità solo mia, a lei evidentemente bastano i messaggi, a me invece sentire che di dedicato a noi rimangono solo quelli fa davvero tanto male. Sono egoista ma il mio disagio fatalmente si estende fino a lei e non lo voglio.

Ho bisogno di vederla con tutto il mio cuore malandato, non per tornare insieme ma, per andare avanti il più possibile serenamente.

Comunque sia finalmente uscirà dal cellulare e spero che esaudirà il mio desiderio… con un abbraccio

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De-texting

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Why I should accept as it was normal to filter the feelings with texting?

Why should I stay in a cage with the one I love feeding me behind a mask?

Even to be friend I need to pass from the body, from the eyes, why this should be so impossible?

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Last tears (morning cut version)

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At the Blue Note, music, people, drinks, girls, couples, ladies, candles, all seems charming and relaxed.

The group step in and all the faces turn to the stage. Few words from Theo and the claps make the music begin.

A song is playing and I shut my eyes. Unexpected the image of you, as depicted in our first new year’s eve photographs, shocks my heart and flood my eyes. Something in me always thinks at you and it is like you are here as I wish you were here tonight. You are nice dressed with your curly hairs to make me fall in love and still I fall in love each times my heart beats. So now I cannot open my lids, so ‘just push the tears in my throat not to make a show of my pain.

But then again a surge of despair born by the unbearable want is a backwash wave that comes back to destroy all I still keep of you because… (Here I make a cut on what I felt in the few bad times we had)

These tears I give to our story are the last, I will erase all of you I can…

may be starting tomorrow

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Desiderio alla luna

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Come vorrei che questa sera facessi ubriacare il tuo naturale pragmatismo femminile

e ti (e mi) concedessi ancora una volta il sogno notturno, tutto umano e poetico,

di un amore capace di esistere anche solo in quel momento al di là di ogni ragione

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Epilogo

old boxing gloves hang on nail on texture wall

Domenica mi sono colpito fino a farmi male, perché non trovavo parole, pensieri o cose che potessi fare per smettere di desiderarla ancora
Avrei voluto stracciarmi il petto e farla andar via per sempre, anche se da lì dentro lei se ne è già andata da tempo verso qualcun altro che anche solo a immaginarlo, mi fa bruciare

Così, alla fine, si finisce sempre per raccontare una “verità” a se stessi. Allora mi racconto che non si lascia qualcuno che si ama ancora per qualcosa che accadrà in futuro, e che se lo si fa, è perché in fondo si è già smesso di amarlo. In ogni caso tutto si riduce all’essenza che è “non sei tu che voglio, ma è qualcun altro”. Per questo ora i suoi “ti voglio bene”, anche se davvero mi sono tanto cari e so che son veri, fanno anche un po’ male, come se fossero solo i fantasmi di quanto ci siamo detti mille volte prima. Ciononostante riceverli mi riscalda un poco nell’assenza che sento

Così è andata anche questa storia, ci avevo creduto più che in tutte le altre, ero felice più che in tutte le altre e disposto a tutto più che in tutte le altre. Così è stato e per lo meno è stato, egoisticamente, per me intendo, l’amore più bello, per lei forse è stata o sarà nel ricordo solo una storia di passaggio

Quindi finisce così, che ho davvero poco da esser fiero di me stesso per quanto mi sono illuso di poterla rendere felice. Illuso per i giorni futuri e a questo punto anche in quelli passati

Oggi mi è passata la voglia di prendermi a botte anche se rimane ancora un nodo allo stomaco e l’insopportabile mancanza della sua pelle

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