Sopra le nuvole

Il cielo è azzurro e le nuvole che stanno sotto non sono le stesse che stanno sopra, sarà anche che queste sono quelle di qualcun altro.

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Nederland and Neanderthal

sirena

She is there for a vacation with a friend, I’m here in my bed trying to figure out why I’m not there too or in place of, as it was for London and it will be for Cuba. Just speculating for my consciousness nothing more, well even because I love stay with her and doing something together would be precious. In any case I care she feels good with me and I’m scared she may have a guilt trip for doing this nice things, this will make me very sorry.

I’m sure I missed the part, I missed the time to book, missed the initiative or again my schedule does not fit with our time puzzle and she decided going straight to the target.
Or else again, it may be that simply she wanted to have a jaunt with her friend, in this case what she needs is something I can’t give her, part of her needs, that’s fine. Or something she misses and I should worry to. Most probably I need to get rid of my inertia, of my day by day horizon and start planning at least for pleasant things since it is also what I like.

My neanderthalian mind is not able to resolve and so goes stuck. Then let’s simplify and go to the elementary feeling that’s important to me and is what I only rely to… she’s happy, so am I, it cannot be different. Love her and I know she loves me and this make me warm all-over.

 

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Spacewalkers

 

cosmonauts

 

I think we started phase three, the rocket went so high that now forces left. Escape velocity has gone and gravity fainted, time to drop unuseful stuffs and move freely in the cosmic infinity.

I believe sometimes images are a way to describe pure feelings, things that we just feel and we (or barely me) are not capable to speak about.

I felt less gravity and this happened suddenly, I just saw my partner floating. It was just at the end of February, I don’t know what and I don’t know why, maybe something I did wrong with the throttle and this sure can be or, it is just the need she has to look herself in the inside mirror or something different, in any case we are tight but something is different.

I feel excited and at the same time unsteady, I try to learn as much as possible what are her needs to read it right in what she does… viceversa. I think it is a chance a human being has, to face with their own anxieties and fears but also to enjoy the life with all the hart (I can’t wait to see her without anything in between us and hug her tightly).

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Le cose belle cambiano in meglio

Dall’ultimo post ad oggi ho scritto tante bozze che ho cancellato, non mi sembravano abbastanza per descrivere quello che è accaduto in questo mese. Sarà che in questi giorni lei è in viaggio per lavoro ma forse questa è la volta buona che pubblico qualche parola.

Sono felice per amore, di una felicità che non ricordo da mille anni e quel che è successo è che è bastato un passo perché chi portava il nome della sua tristezza, della sua frustrazione e della mia incertezza si mettesse da solo su un razzo e che lei lo salutasse premendo il tasto “GO” per spedirlo in un’altra orbita. Lei è davvero coraggiosa e determinata ed è una brava persona più di quanto creda di esserlo. Mi dispiace per le delusioni che ha subito, per le parole che non ha ricevuto e per quelle che avrebbe meritato. Non può non importarmi di quello che per lei è stato importante.

Ciononostante in questo accadimento siamo stati fortunati ed io ancora più di lei perché tutto è successo quando io mi ero già affacciato nella sua vita altrimenti chissà. Rabbrividisco al pensiero di quel che avrei potuto perdere. Ma l’immagine del cielo sereno di questo autunno è così bella che ora si merita solo i nostri sorrisi e tutto il calore che riusciamo a generare…

(La chiromante non poteva aver considerato lei tra le donne esistenti quando disse quelle parole ed io ora non intendo fare altro che godermi tutta questa grazia e tutti i funghi che voglio)

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Tempi d’attesa

A cena da solo penso a quanto mi sembri strano essere sull’isola questa volta. Non sono qui per lavoro com’è capitato per tutte l’altro centinaio di volte, anche se il lavoro comunque e in qualche modo c’entra. La stranezza è sentirmi innamorato e in attesa come non mi capita dai diciassette anni quando aspettavo che lei (un’altra e forse la prima) finisse di servire il pranzo nella pensione di famiglia o che uscisse dopo la messa e il pranzo con i suoi. Mi ricordo d’inverno a volte capitava che scendesse un po’ di pioggia come qui due minuti fa anche se lo scenario era molto diverso, mi ricordo tutto grigio, immobile anche il mare non si agitava più di tanto. Ero squattrinato e quello che avevo lo spendevo per il biglietto del treno fino alla stazione di Viserba poi vagavo nelle strade deserte spesso affamato e impaziente come un cane randagio. A volte sentivo la rabbia crescermi dentro perché lei tardava ad arrivare e il tempo per stare insieme si schiacciava contro l’ultimo treno e io mi sentivo in qualche modo tradito o non sufficientemente voluto.
Poveretti, lei costretta e io incapace di comprenderlo, magari invece non aveva voglia di vedermi e cercava solo di perder tempo per farmi desistere, chissà.
Ora invece nell’attesa sono seduto in un ristorante e ho appena finito di ridere da solo pensando alle sue parole di rimprovero quando faccio scelte insensate (comunque insisto, sono le cameriere che fanno le cretinette con me, io cerco solo di essere gentile e affabile).

Questo momento anche se naturalmente è lontano da quel che vorrei, fortunatamente per entrambi, gode di più certezze e maggior comprensione… in realtà questo “fortunatamente” vale solo per me perché lei non può sapere come sto qui mentre io, so che lei mi vuole bene (le mando un bacio whatsapp beh, facciamo un bel po’ di baci).

 

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Scritto in metrò

Da sesto è quasi un viaggio, tante fermate tanti possibili incroci con altre linee. Potrei decidere anche al volo dove scendere per prendere una qualsiasi delle coincidenze, per tornare a casa, ma voglio scendere a Cairoli e prendere l’Uno.

Oggi, o meglio la notte scorsa, molte delle mie paure sono state spazzate via dalle tue parole.

Capisco quanto tu abbia da fare per le cose che hai in discussione al di fuori della nostra storia e quanto tu abbia da capire di me. Quanto tu abbia bisogno di capire se il mio desiderio non sia la pura necessità di un generico “qualcuno” o che non sia la stanchezza del mio girovagare.

Voglio dirti che no, non mi accontento, che non mi sono mai messo in età adulta con qualcuno che non mi avesse attratto e che no, non mi guida il sesso. Mi attrae il cervello, la vitalità, l’intelligenza, l’intesa; cose che non tramontano, che mi sono necessarie come l’acqua o l’aria.

Tu sei il motivo per il quale anni fa ho deciso di lasciare per cercare il mio ideale e per evitare il rischio di tornare tradire.

Tu sei il mio “non accontentarmi”.

Se hai paura che mi stanchi di te, allora resta dentro di me, aggrappati al mio cuore e sorridi, non voglio altro che te.

(sono già sull’Uno e arriverò a casa)

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Come fosse su dearmyblank

My dear ferret,

Tu che sai tagliare la gola al mio malumore e strapparmi di dosso quell’abito scuro, fai bene a minacciarmi e lasciarmi nudo a sentire il freddo e la vergogna dei pensieri di un amante, a farmi sentire infantile nell’impazienza di volerti subito; e non parlo del volere il tuo tempo ma, di volerti esclusivamente mia sia quando sei con me sia quando non lo sei.

A volte proprio non riesco a non essere così insofferente, non riesco a rinnegare queste cose che con la ragione invece riesco a fare, cose delle quali abbiamo già parlato, come del tempo che occorre. Non riesco a evitarlo anche se so che questo ti ferisce perché sembra che io non veda quanto fai e stai facendo per la nostra storia. Sembra che ti dica “non mi ami abbastanza”, invece tutt’altro! Se ti voglio così (anche irrazionalmente) è perché mi sento davvero amato, perché mi piace stare con te in giro quanto a letto, perché dei miei pensieri sei sempre il sorriso all’orizzonte e perché tutto questo, non lo sento più solo pensandoci; tu non hai conquistato solo la superficie di quel che sono, ma anche tutto quello che non so neanche controllare di me. Sei nelle mie ossa, nella mia carne, sulla mia pelle, nella parte ancestrale della mia mente.

Voleva essere una spiegazione di qualcosa che non so spiegare, uno scusarmi per qualcosa che non so evitare, una lettera per un amore che a volte non so farti sentire. Se questo pensiero rimane qui, è perché so che sai già queste cose e perché  comunque ti dirò tutto questo la prima volta che ci vedremo ma, con molte meno parole…

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