V – arriva dopo il quattro


(ultimo aggiornamento il 14/6) bozza soggetta a modifiche o cancellazione

Usciamo da casa per regalare questo momento alla memoria e, mentre camminiamo, i sensi dipingono lo sfondo della nostra fotografia.
Gli odori sparsi nell’aria fanno apparire e svanire il suo profumo, il vento leggero che a tratti li trasporta mi concede ad ogni giro la sua presenza rinnovata. Ad ogni respiro il suo profumo incide sempre più profondamente i tratti per poterla riconoscere per sempre.

Le strade di questa città trattengono a stento gli strati delle pavimentazioni precedenti e qua e là dall’asfalto affiorano ciottoli, porfido, marmo. Sono come suole risuolate mille volte le une sulle altre, dove ogni buco fa affiorare un’epoca diversa, così l’eco dei nostri passi risuona in noi risvegliando parole e ricordi.

Riascoltiamo il mosaico della nostra storia con l’intento di trasformarlo in una figura compiuta, come ci sembra che sia, guardandola a distanza.

Le nove circa, una pizzeria all’aperto, ci sediamo. Il bisogno di afferrare il filo della mia anima che sfugge e legarmelo alla vita mi crea l’urgenza di risposte.

«M. a luglio vado in Bretagna con mia figlia, ti andrebbe di venire?»

Una domanda che non trattengo, una mareggiata che agita i miei dubbi e le mie incertezze.

«… esattamente quando?»

«… le prime due settimane…»

«… sì, mi piacerebbe, dai vedo col lavoro e domani sera te lo dico.»

«Bene»

sorrido come se ormai il mio destino non dipendesse più da me.

Arrivano le pizze seguite a breve distanza dalle birre, ritardo dovuto al cambio del barile. Penso che ci sia sempre un momento dove finisce una cosa e ne inizia un’altra. Il fatto che quel che ne scaturisca possa rivelarsi fatalmente e ancora uguale, adombra i miei pensieri. Ma le labbra che anticipano il piacere che già scivola dalla lingua alla gola e il sapore fresco che scorre, istantaneamente ristabiliscono l’ordine tra il sentire ed il pensare.

Chiacchiere, ci tocchiamo con le gambe con i piedi, sorrido, mentre lei racconta gesticolando come sempre. Sorrido a questa bellezza che sta davanti a me, la guardo come un miracolo della natura, i suoi occhi, le labbra. Non intendo il miracolo animale, ma quello spirituale. Ogni volta che vivo l’innamoramento mi sembra che si faccia un evento via via più raro, come se il pasare del tempo rendesse questa apertura possibile solo con una chiave via via più complicata, come se un folletto guarda cuore tentasse ogni volta di arginare il ladro amore.

«Ehi, ma mi stai ascoltando?!? Che hai da ridere!!»

Ora rido veramente e anche lei di riflesso, stupita.

«Ma che hai?!»

“Ho che essere qui con te di fronte, poterti guardare, toccare e vedere le tue espressioni, è una gioia così immensa che le parole sono dapprima musica e suono, e solo dopo, in ritardo, riescono a portarmi il loro significato”

Le parole e la mia voce non accompagnano pensiero e sentimento e non dico null’altro che…

«Niente… è bello essere qui…»

Sorride, molto, moltissimo e scuote la testa.

«Scemo»

Avrà capito tutto o chissà, forse si diverte davvero tanto con il mio sorriso da primate inebetito.

In ogni caso, benedetto sia il Signore dei decolleté! Il romanticismo carnale m’ispira poesia e collisione.

«Prendete un dessert?»

Mi faccio scandire l’elenco due volte, ma il dolce che voglio non è in lista, non che potesse esserci…

«Per me nulla, grazie»

E’ lei a prendere l’iniziativa… col suo piede scalzo.

«Il conto grazie»

«Niente caffè?»

«No, grazie… sono già eccitato…»

La ragazza mi lancia uno sguardo perplesso.

Leggo sulle labbra di M. un’articolazione stirata tipo sorriso da giornalista tiggì. Scemo. Parola che poi, non fidandosi delle mie capacità intellettive, ripete a mezza voce appena la ragazza lascia il nostro tavolo.

Pago il conto.

«Arrivederci»

Siamo già per strada.

«Togliti lo slip»

Mi guarda di tre quarti, occhi asimmetrici e capisco.

Lungotevere e un bacio si innesta naturale nella corrente del fiume. Le mani seguono disegni di fumo sul corpo. Appoggiati all’argine l’abbraccio da dietro cingendole il corpo. Si muove contro di me. Inutili le parole, il respiro è molto più ricco di espressione. L’abbottonatura del suo vestito lascia spazio all’esplorazione. Le dita sollevano il ferretto e la coppa sfugge verso l’alto svuotata e inerme lasciando il dolce e morbido carico libero di riempirmi la mano.  Un respiro diverso e le labbra si cercano ancora con più fame e le mani ora sono fiume e desiderio dilagante. Più lieve il mio tocco più lieve il suo respiro. Indietreggiamo ubriachi fino a cadere sull’angolo di un ampio gradino. Seduta tra le mie gambe, con la mia mano nascosta dalle sue, M. ascolta la creazione di un alfabeto a lettere serpentine che le mie dita disegnano per lei.

Ho sete di te, ho fame di te…

La gente passa incurante, l’astrazione sensuale è tale da farci sentire invisibili al resto del mondo.

I momenti scorrono ed io non vorrei dover ripartire, ancora.

Spingo la mia vita dalle ruote quadrate.

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
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13 risposte a V – arriva dopo il quattro

  1. Laitha ha detto:

    evviva la struttura d’ordine!

    Laitha

  2. impromptus ha detto:

    elementare e molto rassicurante…

  3. SiN4Psi ha detto:

    certe scoperte non si dovrebbero fare in un internet point e con un treno che minaccia di partire tra pochi minuti.

    ma il commento va lasciato come segnale…senno’ e chi ti ritrova!
    salut.

  4. jmarx ha detto:

    io sono stato attirato dalla foto del tuo nick! e poi scopro che c’è la mia ombra sin4psi e non me ne vado mica!

  5. dianablu64 ha detto:

    anche l’anima è rivestita a strati…

  6. impromptus ha detto:

    sette veli
    e come Salomé
    terminata la danza
    può fa perder la testa

  7. Laitha ha detto:

    le Femmine mio caro …
    La natura ci ha creato diversi .. e la Natura non sbaglia mai.
    E’ splendido il fatto che tu riesca a mettere nero su ‘verde’ le tue sensazioni .. ed i tuoi pensieri.

    Non fermarti …

  8. sweetbabyblue ha detto:

    se il primate inebetito ti guarda e ti dice che sei bella..unica..immensa..e ti desidera..e sa trovare la parole giuste e le giuste azioni..le donne sorridono e basta perché si sentono accettate e amate.

  9. impromptus ha detto:

    Esatto dolcezza, vedi le parole…
    proprio quello e’ un po’ il mio cruccio…
    un po’ te ne sarai accorta…

  10. InTheCut ha detto:

    Mioddio! C’è ancora qualcuna che crede a queste cose.
    E qualcuno che le dice… ma questo è un po’ meno deprimente.

  11. raffapiccinni ha detto:

    io quando vedo qualcuno che si ama sono felice per loro.. nn sopporto le coppie isteriche

  12. Laitha ha detto:

    eppure .. sognare in senso stretto… spesso ti fa risvegliare con quella orribile sensazione: se il sogno è stato un bel sogno … ti senti deluso perchè era un sogno; se il sogno è stato un incubo .. non ti svegli sollevato .. ma angosciato.
    Credimi .. meglio sognare ad occhi aperti.

    Bacetto

    Laitha

  13. tristantzara ha detto:

    Tranquilla. E’ tutta invidia,cmq.grazie per il consiglio. I più forti siamo noi sempre e comunque. Augh !

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