Cavalleria


Ieri sera il concerto al Tonale mi ha dato molte emozioni. Sia per il canto in se che per l’ascolto di Michela nel Domine Deus tratto dal Gloria di Vivaldi. Un buon concerto, l’impasto delle voci, l’interpretazione, tutto molto bene.

La voce del soprano mi provoca sempre emozioni forti. Queste inevitabilmente si raccolgono nel basso ventre generando pulsioni e passioni che solo il dovere di immobilità del corista evita di far sfociare in avances pubbliche. In privato poi mi è sempre impossibile evitare di esternarlo alla solista di turno. C’è da dire che lei è davvero splendida e la morbidezza della voce è in perfetta armonia col suo corpo. Vorrei conoscerla nella sua intimità, conoscere le sue emozioni, il suo respiro.

Oggi mi sono preso un giorno di sospensione dai miei doveri e tra i merli che rovistano tra l’erba e lo studio di Cavalleria Rusticana della mia coinquilina sono in terrazzo ad oziare.

O Lola ch’ai di latti la cammisa
Si bianca e russa comu la cirasa,
Quannu t’affacci fai la vucca a risa,
Biato cui ti dà lu primu vasu!
Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,
E nun me mporta si ce muoru accisu…
E s’iddu muoru e vaju mparadisu
Si nun ce truovo a ttia, mancu ce trasu.

 

Leggo, scrivo, prendo aria e sole senza dar nulla in cambio al mondo, sospeso tra il desiderio d’essere un merlo e l’esser Turiddu.

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uno così, un po' muto
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6 risposte a Cavalleria

  1. Crimisia ha detto:

    Non è per niente facile ascoltare la Lirica.

  2. impromptus ha detto:

    conoscere la trama aiuta
    poi lascia fare alla musica
    e non sempre è difficile da ascoltare,
    a volte dipende da che cosa o da chi
    un po’ come per il resto delle cose
    (a volte anche scrivendo c’è gente che fa commenti incomprensibili…)

    s.

  3. Crimisia ha detto:

    non come il mio, spero. o si?

  4. impromptus ha detto:

    … come il mio…

  5. annapa0la ha detto:

    Esser Turiddu meglio di no, data la fine…
    Se si potesse però vivere il pathos che l’opera evoca (restando esenti dai finali tragici) ci metterei la firma.

  6. impromptus ha detto:

    nell’opera l’“e vissero felici e contenti” non capita quasi mai… come alternativa c’è sempre l’esser merli… 🙂

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