Parrucche e armagnac


Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Table Normal”;
mso-style-parent:””;
font-size:11.0pt;”Calibri”,”sans-serif”;
mso-fareast-“Times New Roman”;
mso-bidi-“Times New Roman”;}

Qualche giorno fa leggendo un post dove si parlava di una parrucca, mi è apparsa un’immagine che, anche se non direttamente collegata al senso dello scritto (e nemmeno in modo trasversale) ha rievocato in me qualcosa di sommerso. Un’immagine spuria e legata in qualche modo a un film, una sensazione rimasta impressa in mente e mai razionalizzata. Ho cercato di risalire a quale film fosse appartenuta: Nikita, Psyco, Basic Instinct, ma nulla da fare. Finché improvvisamente ieri: Capucine!

Capucine

Sì assolutamente, la parrucca apparteneva a lei nel film: “La Pantera Rosa”, ma perché?

Per curiosità e perché in fondo ho bisogno di distrarmi da un pensiero fisso, stasera ho cercato di andare a fondo a questa stranezza prendendo il film e riguardandolo. Beh, forse dovrei dire anche di che tipo sia  stata l’immagine evocata, ma la traduzione fatica ancora ad uscire. Quel che capisco adesso, terminato il film è che la parrucca è solo il "capello" al quale è attaccato qualcosa di più consistente. Quindi vado avanti nel tentativo di estrazione del restante.

Quando vidi per la prima volta questo film avevo circa dodici anni e avevo da poco scoperto la sessualità (…). Fu per questo credo, che lo scenario del film ebbe per me la valenza di un imprinting. Mah, in questo momento faccio fatica a seguire i miei ragionamenti, troppo caldo e troppo armagnac. Comunque, quel che è certo è che ora ho potuto godere delle varie sfaccettature nella relazione e negli equilibri tra uomo e donna: come nel disequilibrio della coppia con uomo "zerbino",

capucine

l’uomo che si affanna cercando di soddisfare ogni desiderio della sua amata rendendosi (ancor più) ridicolo agli occhi di lei. Ogni volta che ritrovo questo tipo di comportamento mi sale l’angoscia, sarà che in questa trappola ci sono caduto anch’io in passato ed ancora oggi ogni volta che m’innamoro rischio di caderci di nuovo, vabbè; poi c’è naturalmente il ruolo del seduttore e della sedotta, 

cardinale

che non commento perché superfluo anche se continua ad essere un mito da inseguire per le lei e i lui di ogni età me compreso. Infine, ecco apparire i complici, né prede né predatori, come un ulteriore stadio dello sviluppo nella capacità di rapportarsi. In questa individualità duale l’uomo e la donna possono fare a meno delle  maschere che impedirebbero il contatto e la fusione delle loro intimità. Sì, alla fine credo che l’immagine sommersa sia stata questa: il radicato desiderio di condividere la vita come in una danza…


Dancing

 

*Immagini scattate durante il film: "The Pink Panther" – 1963 – Blake Edwards

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
Questa voce è stata pubblicata in demenziaggini, riflessioni. Contrassegna il permalink.

33 risposte a Parrucche e armagnac

  1. davidia69 ha detto:

    arrivo, un po’ alla volta….

  2. impromptus ha detto:

    Benvenuta 🙂

  3. Cauta ha detto:

    Basta anche solo un’immagine, una parola, una cosa detta, fatta, per riportarci negli occhi qualcosa di già visto/vissuto/sentito.
    🙂
    Non ho visto questo film, se mi capiterà lo guarderò. Che dici? E’ bello??
    Saluti.

  4. impromptus ha detto:

    Sì, lo è. 🙂

  5. Cauta ha detto:

    Come mai hai modificato? 🙂

  6. impromptus ha detto:

    Le parole a volte cascano così, girate in modo da non essere comprensibili.

    Cadono improvvise senza portarsi appresso il resto del luogo mentale di cui facevano parte.

    🙂

  7. Cauta ha detto:

    Una volta Cadute, però, prendono vita, no?..
    E’ quindi giusto, per me, che facciano il loro percorso, che poi magari muoiono anche all’istante, ma sono comunque nate ed han vissuto.

  8. Cauta ha detto:

    Facevano/erano..
    Va bene tutto.
    🙂

  9. impromptus ha detto:

    Non prendono vita, esiste tutto dentro di noi e non sono neppure morte, sono solo altrove.

    Credo comunque che abbiano preso una strada tortuosa, ma non per questo più nascosta.

    Il profumo sarebbe troppo per questo spazio, già le parole lo sono a volte.

    🙂

  10. impromptus ha detto:

    Sei tremendissima… non c’è che dire e io, mezzo ubriaco e totalmente assonnato… o forse il contrario, magari dopo mi cancello.

  11. Cauta ha detto:

    Le parole qui dentro, sono tutto ciò che abbiamo.
    E se siamo qui è perché le amiamo.
    Non credo siano troppe, forse usiamo soltanto quelle sbagliate.
    E magari quelle giuste le riBeviamo, subito dopo averle versate.
    🙂

  12. impromptus ha detto:

    rido.

  13. Cauta ha detto:

    Potresti cancellarti e poi dimenticarti di averlo fatto.

  14. Cauta ha detto:

    Sarà come non averlo fatto. 🙂

  15. impromptus ha detto:

    Pare che succeda proprio così…

  16. Cauta ha detto:

    Chiedo scusa per l’invadenza.
    Un sorriso.

  17. impromptus ha detto:

    Ho capito perché hanno inventato le chat.

  18. Cauta ha detto:

    Uno scambio, non deve per forza esser privato.

  19. impromptus ha detto:

    Del resto succede molto più spesso in pubblico che in privato.

  20. Cauta ha detto:

    Non siamo qui[nonioetemaioteetutticolorochesonoqui] per questo?

  21. impromptus ha detto:

    Questo non possiamo saperlo, magari c’è gente che è qui ma che non scambia nulla, prende o da.

  22. Cauta ha detto:

    E c’è realmente Persona che prova Soddisfazione/Gratificazione a dare senza ricevere?..

  23. impromptus ha detto:

    Già, così pare, non tutto si svolge secondo parametri comuni.

  24. Cauta ha detto:

    Eppure, ne dubito fortemente.
    🙂

  25. impromptus ha detto:

    D’altra parte è così…

    Adesso svengo e domani potatura dei commenti e quel che è avvenuto non potrà scomparire.

  26. Cauta ha detto:

    ahahahah Sparirà tutto, me lo sento!!!!

    ‘Notte.
    Svieni con le gambe alzate, così ti riPrendi.

  27. impromptus ha detto:

    Corre il rischio di diventare una questione ontologica, ciò che è o è stato è immutabile e il percepito cambierebbe comunque.

    Buonanotte.. 🙂

    Questo sicuro che va.

  28. RossoFrancesca ha detto:

    impromptus.. il film è veramente un gioiello.
    per il resto mi pare di capire che anche tu stai facendo un pò di strada con te stesso.
    parrucche e post mascherati a parte..

  29. impromptus ha detto:

    La strada e’ tortuosa ma in fondo piu’ piacevole di un’autostrada.

    😉

  30. davidia69 ha detto:

    a me le autostrade piacciono, è già tortuosa la strada di tutti i giorni e quando faccio l’autostrada mi rilasso, dio se mi rilasso, mi godo tutto il paesaggio anche quello apparentemente meno interessante. le autostrade hanno un loro fascino ma dipende anche dalle autostrade; quelle nelle immediate vicinanze delle grandi città direi di no eccezion fatta per torino che trovo stupefacente sia nell’autostrada per raggiungerla, sia nella tangenziale per circoscriverla, sia nei viali interni alla città….

    non sono ancora le nove e sono già stanca di stare qui

    ciao

  31. davidia69 ha detto:

    qui in questo mondo intendo: bisogna resistere ad un sacco di cose………

  32. Cauta ha detto:

    In Vacanza?

  33. impromptus ha detto:

    Solo in silenzio…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...