Medioevo 2008


 

Fuori dai bastioni del castello l’esercito vigila sullo spazio deserto popolato dai fantasmi. Dentro al borgo improvvisato la gente si muove incanalata tra catene di venditori omologati con banchi di piume di struzzo e tagliapatate brevettati. L’oblio lentamente corrode le menti delle persone che esibiscono sorrisi spensierati, se non fosse che ancora mi accorgo di tutto questo avrei lo stesso sorriso tranquillo. Invece ho il voltastomaco, sento la rabbia salirmi in corpo. Perché non ci accorgiamo di questo imbroglio che irrompe dagli interspazi tra le bancarelle? Perché dobiamo credere di essere impauriti e di aver bisogno dell’esercito per proteggerci dai venditori abusivi, dalla diversità? Ogni volta che arretriamo dalle periferie per rinunciare al contatto restringiamo il nostro confine, ogni volta altro spazio vitale diventa presto limite e confine mentale. Perché permettiamo loro di raccontarci storie di paura? Stiamo indebolendo la nostra società diventando solo una mandria ebete e sorridente. Ci chiudiamo in un recinto sempre più stretto col solo scopo di nutrire venditori di cazzate.

Oh bej! Oh bej!

(Oh bej coglioni!)

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
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