Assedio di Candia (un pretesto)


L’emanazione di un interesse rarefatto, non cosi’ visibile o apparente mi mette al giogo. So quel che voglio e per questo sono qui, diverso è per te, ma così è il momento.
Capisco che ti possa sentire insicura, fa parte della natura delle cose, della tua storia forse propria di isola in mezz’al mare. E per questo le mura, i bastioni mille cannoni. Ma questa solitudine fa parte anche della mia storia, che credi, che sia privo di incertezze, che la mia speranza ogni notte non vacilli? Capisco che tu sovente non faccia trasparire nulla delle tue intenzioni e che non dia segno di cedimento nella tua strategia di inviolabilità. Eppure, mi lasciasti bagnare e dissetare alla tua fonte e se nullo fosse stato il tuo desiderio di resa, non conoscerei ora il tuo sapore! Mi basterebbe solo un messaggero con le tue proposte o i tuoi dubbi. Potrei condividere il tempo che necessiti per il tuo ordine interno. Renderebbe la mia permanenza piu’ morbida e serena per me e, allo stesso modo potrei farti sentire che la mia stessa permanenza o un mio possibile ingresso non sarebbe cosi’ disastroso. Un invasione pacifica nonostante le nostre posizioni che si tradurrebbe in una mescolanza di interessi di nuovi giochi, di comunione e di reciproca protezione.
Pensi che io abbia una fretta barbarica, che voglia far precipitare gli eventi e poi, se mi distacco un attimo, se torno nel mio accampamento fuori le mura, tu mi tiri in gioco risvegliando la mia attenzione e presto ti ritrai in silenzio. Chiedimi di restare, di sedermi a pranzo con te. Non chiedermi di bruciare dei falo con la mia passione solo perché tu possa scorgerne il fumo. Sono innamorato, innamorato delle tue strade, dei tuoi banchi e del tuo porto. Sono qui per restare o per viaggiare con te. Sin dal principio non ho nascosto ne’ le mie intenzioni ne’ la mia ricchezza o poverta’. Tu forse mi osservi o hai altro da fare dietro quel muro. Credo, e voglio credere, che ci sara’ il momento in cui aprirai le porte ma ora,  ora mi sembra che sia rimasto qui solo il contenitore vuoto di un’idea e che tu, in silenzio, sia gia’ scivolata lontano.
Quando sono preso da questo sconforto cammino tra le mie tende da assediante e penso a come passare il tempo, alle mie cose, a rendere la mia attesa anche mio cammino. Ma capita che qua fuori faccia freddo e che manchi anche la luna e che paia di stare in una notte senza fine. Mentre sto qui mi chiedo per te come sarà e se qualcosa c’è ch’io possa dire o fare per te ancora. E più non so, tanto che mi siedo su  di un sasso e vorrei divenire sasso anch’io.

 

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
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2 risposte a Assedio di Candia (un pretesto)

  1. anonimo ha detto:

    ti droghi?

    uz

  2. impromptus ha detto:

    hai ragione, forse dopotutto è qualcosa di simile

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