Farfalla no eh?


Rumori trasportati dalla notte
piano cessano e piano riprendono

Il vociare dei passanti quieti del lunedì si dirada
qualche auto li carica e se li porta via senza troppo esibirsi

La base dei rumori piano cala di intensità
un calare della tensione piano la città dorme

Perché sono sveglio
perché le gambe si muovono
dove vogliono andare?

Mi rigiro da un fianco all’altro ad occhi chiusi

ad occhi aperti

Il sesso arrabbiato richiama pensieri lontani
e quelli vicini non se ne vanno
sirene col corpo dei ricordi
con la testa di chi c’è ora
mi mescolo serpente tra i serpenti

Sete
bevo

Il respiro si calma mi abbandono

Forse c’è troppo sangue in me stanotte
lo sento dal ventre in giù in tempesta ovunque

Non guardo l’ora

Mi farò del male ancora più avanti
è questo che voglio?
e non sentirò la tua pelle e le tue labbra pur volendole
resto?
vado?
un po’ e un po’?
beh, un po’ e un po’ va bene
intanto vivo quel che succede come se…
sperando che succeda qualcosa prima a me
sì sì, vivo come se… ma non
che minchiata!
eppure…

Una stella nel cielo o una luce?
ma chi se ne frega
dormo

Pensieri come nuvole al vento
"capisco tutto!"
"non capisco niente!!"
mah forse dormo
o sto già (ancora) dormendo

La notte se ne sta andando
"portati via anche questo pensiero"
ma forse non lo grido davvero
e davvero non voglio
o sì

Il rumore dei caloriferi assomiglia al battere lento di un cuore
porta il calore
che bel lavoro però

Gli uccellini che si svegliano che cosa si devono dire?
e noi?

Qualche rara auto passa
ancora con il rumore della risacca

Il primo treno passa sempre ma anche gli altri
e allora?

Il rumore del cane zoppo che scende le scale
non lo sento mai risalire
forse prende l’ascensore.
 

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uno così, un po' muto
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19 risposte a Farfalla no eh?

  1. RossoFrancesca ha detto:

    porca puzzola.
    è vero.
    quando qualcuno ci manca il corpo e la testa si riempiono di pensieri impuri.

    è una sorta di allucinazione cosciente.

    la soluzione?
    ne ho provate tante. ma non l’ho ancora trovata.
    se la trovi per primo dai notizie.
    grazie

  2. impromptus ha detto:

    F. proprio così, ma non c’è altro che trasporto e nulla di impuro in quella semincoscienza.

    Le soluzioni che mi vengono in mente scorrono sulla tastiera in cerca del necessario tatto e calore ma hanno bisogno di intimità per esprimersi.

  3. RossoFrancesca ha detto:

    impuro non è giusto. hai ragione.
    era per sottolineare il genere di pensieri

    inappropriati è meglio.

    ma vai a convincerti che non sono appropriati.

  4. impromptus ha detto:

    non m’era sorto il dubbio, era solo per precisare lo scritto.

    in quei momenti se non c’e’ qualcuno con cui condividerli non c’e’altro da fare che lasciarsi trasportare fino al mattino.

  5. LettereSparse ha detto:

    il mio calorifero gorgolia, sembra pioggia, sembra me.

  6. impromptus ha detto:

    a ognuno la ricchezza del proprio linguaggio. quel che importa e’ aver voglia di parlare e di ascoltare.

  7. davidia69 ha detto:

    l’ho letta
    bene

    era come un divenire qualcun altro

  8. GPQ ha detto:

    ho letto d’un fiato, mi rivedevo ed allontanavo e ancora rivedevo…

  9. impromptus ha detto:

    A volte mi immedesimo in qualcun altro, serve a farmi spostare dal mio punto di osservazione,
    a volte capita di ritrovare parti di me stesso altre volte capita di farmi trovare da qualcuno…

  10. RossoFrancesca ha detto:

    riguardo all’ ultimo commento..
    l’empatia.
    è utile sia per trovare che per farsi trovare.
    ma.
    non sono certa che sia la maniera corretta di farlo.
    (maparlopermestessa)

  11. impromptus ha detto:

    anche per me non e’ il modo migliore, generalmente preferisco il confronto e la condivisione piu’ che l’adesione.

    l’empatia la sento ogni qualvolta il contatto con qualcuno non stride e dove il piacere di sentire questa sensazione passa anche attraverso i sensi.

  12. trifle1 ha detto:

    l’empatia è una delle espressioni più sane dell’istinto di conservazione.
    è la capacità di comprendere lo “stato d’animo” dell’altro al fine di mettere in atto il comportamento più adatto per la propria sopravvivenza. non è condivisione, ma la capacità di valutare con pesi e misure altrui cosa ci circonda, senza esprimere un giudizio, semplicemente per prendere atto del mondo che ci circonda e trovare la strategia migliore per sopravvivere.
    “stridore” o “piacere” non appartengono all’empatia, né appartiene all’empatia il “tatto”
    … ed è curioso l’uso che si fa della parola simpatia : “mi fa tanto ridere. è così simpatico”. il suo etimo riporta invece alla condivisione del dolore … e raramente la simpatia prevede o richiede comprensione … e quasi mai è utile alla sopravvivenza del sè

  13. impromptus ha detto:

    Non credo si possa prescindere dai sensi per “patire” le emozioni. Magari non col tatto… ma almeno attraverso l’udito o la vista.
    Le emozioni sia che siano sentite come empatiche o simpatiche sono variabilmente somatizzate.
    Anche se sono un essere comune sia per uso dei termini che per comprensione, trovo interessante il tuo commento sia sull’etimologia che sull’aspetto dell’empatia legato alla sopravvivenza, quasi un supersenso…

  14. anonimo ha detto:

    non è un supersenso, è una funzione regolata, dicono, dai neuroni specchio
    è un atto della vita, per difendere la propria vita
    comprendere che comprendere serve a sopravvivere, anche e soprattutto in assenza di giudizio, ma come presa di coscienza dell’ “altro”, del mondo, non è un esercizio da super eroi …direi che è la nostra principale attività finchè siam bambini …poi tendiamo a scordarlo … pensando che basti dominare …cosa poi? questo pare col tempo non interessarci più

    …trifle1

  15. impromptus ha detto:

    l’attitudine alla sopravvivenza e alla difesa resta in uno strato di coscienza su cui crescono esperienza, spirito critico ed etica. non è che non interessi più è forse che la cosa si fa più complessa. Mah.. è uno sforzo intellettuale che non riesco a fare senza l’aiuto di una cena e del buon vino.

  16. anonimo ha detto:

    come dire che esperienza, senso critico ed etica ci fanno più imbecilli di quel che la biologia prevede?

    ma non ti tedio oltre

    trifle1

  17. impromptus ha detto:

    esattamente il contrario: sopravvivenza, difesa e dominazione sono per me sullo stesso piano. l’imbecillità in un altro ancora.

  18. trifle1 ha detto:

    l’empatia precede il linguaggio e non richiede elaborazione razionale … direi che mai è stato tanto evidente 😉
    ora mantengo …. non mi/ti tedio oltre

  19. impromptus ha detto:

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