Daisy dance


Salgo le scale che portano da te, i pensieri stanno sul vago, non saprei che aspettarmi del resto. Ogni tuo invito è un ipoteca che tempo passato e futuro non servirà a coprire. Perché nasce la gioventù dove la morte fa strazio(?).
Piano dopo piano nascosti dietro ogni porta abitano sogni pronti a ferire i miei piedi scalzi. La tua socchiusa non so bene cosa voglia dire, ma la chiudo dietro questo passo. Non posso essere allo stesso tempo qui e altrove.
Le parole tradiscono la poesia di questo incontro al di qua del mare. Lo stesso mare che ora, dopo un lungo abbraccio bagna le mie dita fa di me un bambino che piano conosce il tuo mondo.
Guardando i nostri colori sparsi al vento, sorrido perché sfogli questo fiore solo a metà.

 
 

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uno così, un po' muto
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4 risposte a Daisy dance

  1. RossoFrancesca ha detto:

    come sei poetico oggi.
    gran brutta bestia la vita, gran brutte bestie le porte da chiudere..

  2. impromptus ha detto:

    Me la racconto, per ora.
    Sono dure anche le porte da aprire e talvolta piu’ spaventevoli…
    🙂

  3. Vivendolestelle ha detto:

    che bello questo scritto, malinconico, emozionante! 🙂
    Solo un dolce saluto e un sorriso leggero come un soffio di vento…

  4. impromptus ha detto:

    Ciao V. sorriso per sorriso. 🙂

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