eppure


torno dal pub

uno ‘sbagliato’ e poi cena

tranquillo

dopo una giornata intensa di lavoro

del resto ultimamente intense lo sono quasi tutte

un po’ perché ho perso quattro persone nel mio team

un po’ perché sono fatto così

no, non sono un accentratore ma,

un interventista forse

sì, lo sono, ma è perché mi rompo le palle nel girare intorno alle cose

ho bisogno di fare, risolvere

non ho pazienza

eppure

eppure sono anche indolente,

dovrei fare delle analisi del sangue

un paio di radiografie

trovare una cazzo di casa da comprare

eppure

eppure alla fine sto bene così

non so se sia perché l’attitudine al lamento non mi appartiene

perché alla fine sopporto il dolore

o perché alla fine i dolori se ne vanno

o mi ci abituo

o perché adesso ho voglia di comprarmi un’altra auto

 

dovrei dimagrire

così, forse per potermi impegnare di meno a trovare una fidanzata

eppure

eppure una donna a cui pensare ce l’ho

anzi, ne ho due

tu che sei lontana

voi che siete vicine

almeno…

 

una BMW Z4 3.5is

credo che alla fine

sia più facile staccare un assegno

e godermi quell’ora e mezza al giorno di piacere cabriolet

 

uff… ormai sono arrivato alla distorsione

del pensiero intendo

(anche se forse quel dolore forse è proprio una distorsione

deve essere stata la caduta dallo scooter

o quella dalle scale…

figo avere una rampa di scale in casa eh?)

dicevo…

scambiare una capote con un sorriso

(ma dove sono arrivato…)

beh…

vedi, tu che leggi,

alla fine sono attivo

al lavoro non mi fermo un istante

eppure

eppure sono indolente

 

dal pub a casa

quattro passi

sono un po’ alticcio

di buonumore

ultimamente spesso

(di buonumore, non alticcio)

troppo

 

toh, una 500 con una capote rossa

parcheggiata qui vicino a casa

è come quella della tipa carina incrociata per strada al ritorno dall’ufficio

chissà se è lei

peccato fumasse

(mi sento un po’ Forrest Gump)

ma perché sono attratto da donne che fumano

oppure che stanno a Brescia?

mistero…

percorro la passerella sui lavori in corso

ancora quelli del gas

è la quarta volta in due anni

(ogni volta dura sei mesi)

ma vabbé

questa passerella sembra un ponte su un canale di Venezia

colpa del piscio di cane che ci passa sotto (?)

o forse della Chouffe dopo lo ’sbagliato’

o dell’affogato al whisky

dopo la Chouffe

mistero

(un altro)

 

eppure

eppure due parole con te

(che non ci sei)

le scambierei

e vorrei anche portarti in gita in Bretagna o a Bruxelles o a Bruges

o Brrr con l’auto che prenderò!

e chiederti quel sorriso

che non scambierei con nulla, davvero!

(la Z4 mi sa che la prendo lo stesso)

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
Questa voce è stata pubblicata in dello spirito (quello delle ciliegine sotto), demenziaggini, rido del mio. Contrassegna il permalink.

8 risposte a eppure

  1. lapoetessarossa ha detto:

    la z4 è una bella macchina
    mi piacerebbe farci un giro
    però
    però guidarla io
    magari rossa
    così la vedono tutti
    e mi vedrebbero tutti
    e ci starebbe col personaggio

    nera è arrogante
    e argento prevedibile
    rossa invece è l’azzardo (parola dura – maschile)
    e anche la sfida (parola affilata -femminile)

    – ho sistemato la posta di gmail e ho trovato in giro pezzetti dell’ anno domini 2009 –
    e una ricerca di blog esiliati da splinder

    lo shopping, anche nel passato, era (stata) una scelta terapeutica

    non si cambia
    (ah- ah- ah-)

    sei coerente con il tuo titolo, uomo di poche parole,
    non hai scritto molto, in questo tempo
    (ma hai vissuto, vero?)

    ma non voglio scocciare, non ho (più) nulla da dire
    “eppure” il blog è uno spazio li be ro

    non ci sono commenti qui, nemmeno uno,
    e questi segmenti di discorso
    questo soliloquio ritmato
    mi ispirano a dir la mia
    sulla stessa partitura
    🙂

    così ecco
    la butto lì
    mi sembra che anche tu fai parte del club dei solitari
    (non dei soli – bada)
    ma non è che adesso ci servono delle definizioni
    l’ho detto per dire la mia (come anticipavo)

    poi, adesso che sai il mio pensiero, per quel che vale
    la vita non ti cambia lo stesso
    (io tra l’altro avrei preferito un americano
    anche se gli effetti migliori sono merito solo della tequila liscia)

    ti ho fatto perder tempo?
    così
    anche io in questi anni ho scritto poco
    ma poco importa

    sull’indolenza ci scrissi una bella poesia
    (almeno a me pareva bella, poi si sa la sostanza della poesia è tutta soggettiva)

    Cammino imperfetto
    e respiro stanco:
    l’indolenza soffre così,
    come febbre che non va via.

    Sentimento estivo,
    abbandonato sotto il sole
    si secca piano piano,
    si distacca come una foglia gialla.

    Mi piace giocare
    con questa pena addosso,
    fedele come un cane
    che lecca la mano del padrone.

    Sorride l’indolenza
    come un destino o un pagliaccio,
    e si insinua nel mio letto
    dentro i mie sogni pigri
    tra i miei capelli lisci
    ad arricciare sogni.

    Ricorda una nube troppo bianca
    che cattura la luce e non riflette,
    è pura
    è vergine sempre,
    si innalza come una Madonna
    portata in processione.

    puoi postare la foto della z4 quando l’hai presa?
    😉

    • quanto tempo è passato… sì, ho vissuto, un’altra col tuo stesso nome s’è infilata con arroganza per dipingere di nero i miei sogni e com’era prevedibile l’argento delle mie parole s’è dissolto dentro al rosso di un azzardo spezzato… la prenderò bianca perché ho voglia di scriverci sopra. Tu scrivi più parole di quante io ne sappia pensare. 😉

  2. lapoetessarossa ha detto:

    Una reinterpretazione…della macchina da scrivere! 😉

    …ho scritto. Sì. Non ho il dono della sintesi. Ma se trovo parole buone mi vien fame e mi sazio scrivendo.

    Sarai riconoscibilissimo al volante di una z4… arial? calibri? Estrangelo edessa?? 😉

    • Mi piacciono le buone parole, hanno il profumo del pane appena sfornato, non mi saziano, mi fanno venir fame… 😉

      Per quanto riguarda il riconoscermi, forse sarò tipo Broadway, difficilmente Hobo, quasi sicuramente Comic…

  3. lapoetessarossa ha detto:

    Slow food
    – e si apre un mondo –
    per restare nel mood dell’indolenza
    che contrasta con le prestazioni della Z4Comic – o 313 🙂 –
    (possiamo parcheggiarla – pausa pranzo)

    è uscito il sole
    il pane (quello fragrante) con la mortadella e una birra
    saresti un ragazzo felice?

    io si!

  4. lpr ha detto:

    Quella modificata. Con l’optional “fermare il tempo”. 🙂
    Anche la Pontiac non era male in quegli anni lì!
    …gli anni del Burghi… (certo che associare il panino con la mortadella è un bell’azzardo!)

    Nostalgia canaglia…

    A volte non vorrei usare il condizionale (lo condividerei) . Ma in questo spazio/tempo troppi imperativi dettano legge.
    Poi c’è la parentesi (quella dell’optional, poco sopra). In questa cerco di levare un pochino di ruggine.

    • sì, come 50 volte il primo bacio oppure come Bill Murray in quell’altro film… fermi allo stesso tempo per poter dire “buona la prima” per mille volte e per mille volte meglio parole calde con in mezzo la mortadella per quelli come me che con quelli di Burghi non andavamo proprio d’accordo; come coi condizionali e condizionamenti dove il freddo da optional diventa di serie e io non mi ci trovo, che preferisco il finestrino abbassato (o la capote) e l’assenza di navigatore.
      (Persino un persiano perso in persia cerca una persiana)

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