Tapis roulant


cosa succede davvero

nulla, nulla

lo scorrere del tempo forse

la voglia da mesi di comprarne uno

ma a che serve..?

serve a farmi correre in un tempo fisso

ho bisogno di sentire che il tempo scorra con me

non più veloce o più lento ma, allo stesso passo

per strada vedo auto che passano, persone che passano

veloci o lente, nulla che resti

ecco, io voglio che si fermino o che camminino con me

che rimangano

e se nessuno si ferma, allora voglio correre e camminare da fermo

e che muri e visuale possano correre con me, esser fermi con me

restare con me

 

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uno così, un po' muto
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2 risposte a Tapis roulant

  1. Palmira ha detto:

    Devi salire su un treno, di quelli che fanno tutte le fermate.
    Un treno abbastanza lento che permette ancora di guardare il paesaggio fuori dal finestrino, senza che gli occhi vengano trascinati dal vento a 250 chilometri orari e ti venga lo strabismo da alta velocità.
    Un treno di quelli a scompartimenti da sei, per chiacchierare con i compagni di viaggio, magari anche solo quelli che salgono per un viaggio breve e che quando scendono ti dicono buon viaggio, e arrivederci con il sorriso. Senza tablet, senza cellulare. Al massimo un libro o una rivista presa all’edicola della stazione. Una rivista di quelle che si comperano solo per i viaggi in treno
    Un treno con i finestrini che si possono abbassare, per sentire l’odore della campagna e quello della città, il profumo del mare o delle brioche del bar della stazione, per godersi l’aria che ti spettina quando corre su un rettilineo e per farti sorprendere quando incrocia un altro treno.
    Un treno che fa soste incomprensibili, in mezzo al nulla, in attesa che passi, passi chi? che cosa? e intanto in questo limbo tutto terreno una scenografia di alberi campi rovi cespugli fattorie fabbriche cave stagni canali corvi sassi cielo nuvole che ad un certo punto, e quasi magicamente inizia a muoversi e dissolversi.
    Un treno che poi riparte, quasi arrancando, con quel movimento di culla e sobbalzi, di scambi che ti sorprendono e rumori che ti accompagnano, e conciliano un sonno di pensieri sognati e sogni pensati.
    Un treno che poi arriva a destinazione, città, paese, borgo, che quando scendi sei dentro un posto nuovo o conosciutissimo, che ti accoglie con una piazza, grande piccola, con la fermata dell’autobus, l’edicola, il bar, l’aiuola, il monumento con qualcuno a cavallo, la fontana, i taxi, tanta gente o anche nessuno, un mendicante e una signora con l’ombrello, il sole di mezzogiorno e la nebbia.
    E così, una volta sceso, torni con i piedi per terra e con il tuo passo, che è stato il passo il treno, che è il passo della vita, lento e veloce, di corsa a perdifiato per non perderlo, di passeggiata tranquilla e distratta quando si ha tutto il tempo. E così nella vita e sul treno passano i compagni di viaggio, di poche fermate, quasi mai dell’intero viaggio.
    Visi che si sono dimenticati e voci di cui resta l’eco. Silenzi, sorrisi accennati, buongiorno, buonasera, dove siamo, manca poco tanto, è un bel libro, come ti chiami, da dove vieni, da Catania, che bella la Sicilia, mi piace la pasta con le sarde, le dico la mia ricetta.

    I treni che fanno tutte le fermate non ci sono quasi più. E non ci sono più quelli a scompartimenti da sei. Non si fanno conversazioni sui treni ad alta velocità, tutti sono impegnatissimi con il proprio laptop smartphone tablet. Non si può vedere la copertina del libro che legge il vicino semplicemente perché la copertina non c’è.

    Le persone si fermano, ma non rimangono. Le persone non sono di nessuno. Nel bene e nel male.

    • Grazie Palmira, inaspettatamente ci sono ancora avvenimenti che mi lasciano stupito. Sarà che per farli entrare lascio sempre le chiavi sotto lo zerbino e sarà che per fortuna non c’è nemmeno bisogno di quello che non c’è più, basta avere ancora lo sguardo attento per sorridere e guardare qualcuno negli occhi e ovviamente essere gentili nello spirito, disposti verso l’altro.
      Così capita un po’ tutto e tra il tutto anche tanto bello. Intanto corro restando fermo, il mondo poi non ce la fa a lasciarci da parte, deve passare dappertutto, è fatto così..! 🙂

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