Scritto in metrò


Da sesto è quasi un viaggio, tante fermate tanti possibili incroci con altre linee. Potrei decidere anche al volo dove scendere per prendere una qualsiasi delle coincidenze, per tornare a casa, ma voglio scendere a Cairoli e prendere l’Uno.

Oggi, o meglio la notte scorsa, molte delle mie paure sono state spazzate via dalle tue parole.

Capisco quanto tu abbia da fare per le cose che hai in discussione al di fuori della nostra storia e quanto tu abbia da capire di me. Quanto tu abbia bisogno di capire se il mio desiderio non sia la pura necessità di un generico “qualcuno” o che non sia la stanchezza del mio girovagare.

Voglio dirti che no, non mi accontento, che non mi sono mai messo in età adulta con qualcuno che non mi avesse attratto e che no, non mi guida il sesso. Mi attrae il cervello, la vitalità, l’intelligenza, l’intesa; cose che non tramontano, che mi sono necessarie come l’acqua o l’aria.

Tu sei il motivo per il quale anni fa ho deciso di lasciare per cercare il mio ideale e per evitare il rischio di tornare tradire.

Tu sei il mio “non accontentarmi”.

Se hai paura che mi stanchi di te, allora resta dentro di me, aggrappati al mio cuore e sorridi, non voglio altro che te.

(sono già sull’Uno e arriverò a casa)

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
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