Zigzagando


zigzag

Mi dispiace non poterle dire ancora che le voglio bene e che vorrei vederla, ma ora è lei che non vuole, non so perché di preciso, se guardo le parole che ci siamo scambiati prima che partisse per la sua ultima vacanza non avevano toni per creare del malessere, non tanto almeno; e comunque sia, anche lei è libera di sentirsi come vuole.

È difficile per entrambi, è un equilibrio precario, ci vorrà ancora un po’ prima che ci si stabilizzi, sempre che si riesca a farlo. Da parte mia c’è una sensibilità ancora forte su quello che riguarda la sua sfera privata, diciamo per quello che riguarda la carne, purtroppo non riesco a dominare questa cosa. Finché siamo noi e basta tutto sta in piedi, quando ci sono altri che parlano di lei e di cosa fa e non sento una rassicurazione di V., la passione che ho per lei prende a bruciarmi da dentro come se non sapesse più dove andare a sfogarsi… e beh, in effetti…

La cosa sta andando avanti un po’ a fatica, sbattendo un po’ di qua e di là come se una direzione ci fosse ma il controllo non tanto. Vorrei fare più in fretta a raffreddarmi per far star bene entrambi. Le voglio bene e questo lo sento per davvero in qualunque cosa accada anche durante questo cammino incerto. Non solo, la scorsa settimana dopo aver letto l’oroscopo di Rob Brezsny che diceva di scrivere una lettera alla persona che stimi di più, beh, ho sorriso perché ho pensato immediatamente a lei. Poi di scriverle no, non me la sono sentita e forse dovrei smettere di scriverle anche qui dove occorre davvero mediare tra uno spigolo e un altro.

Poco fa invece le ho mandato un messaggio perché una collega mi ha invitato ad andare in un posto dove forse ci sarebbe stata anche lei, avevo voglia di andarci ma avevo paura che avrei incontrato V. in compagnia di un altro. Per questo non sono ancora pronto, sarà stupido perché è naturale che debba succedere ma ora non ce la faccio davvero a pensarla con un altro, questa è l’unica cosa che ancora mi fa andare fuori, il resto sono sentimenti domabili che si stanno lentamente trasformando. Ma nello scambio di parole che abbiamo avuto forse le è sembrato che fossi io a non volerla incontrare o visto in altro modo lei che non volesse incontrare me, del resto non potevo farle la domanda diretta tipo: “ci vai con qualcuno?” così le ho chiesto semplicemente se ci sarebbe andata… poi io avrei fatto l’opposto evitando per sicurezza di nominare terze parti. Sperando che lunedì nessuno mi raccontasse com’era andata.

Non so, siamo in un momento dove credo che tra i pochi messaggi che ci mandiamo e le tante cose che pensiamo sia difficile capirci; come ho scritto prima già io stesso ho difficoltà a riconoscermi nei miei pensieri che per fortuna butto in gran parte solo qui sopra. Chissà V. se invece ha idee molto più chiare, probabile.

Forse un giorno ci capiremo meglio, anzi, di nuovo… lo spero

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
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