Pandora


Pandora__s_Box_by_chibimoth

Sto rileggendo ancora post vecchi e li ri-pubblico, non tutti, alcuni restano privati. In qualche modo è come aprire un vaso di Pandora rischiando di liberare tutti i mali. Ne ho appena letto uno che precede, anche se con un dolore molto più vasto e significativo quello che è successo anche qualche giorno fa. Non so se rileggendolo ancora più tardi lo renderò visibile, non l’ho fatto allora perché volevo dimenticare, perché mi aveva fatto davvero molto male. Visto a posteriori, è stato probabilmente l’evento che ha messo il seme della fine nella storia con V.

All’epoca del post stavamo insieme, ero felice e quella notte invece è stato un viaggio all’inferno. La reazione successiva al fatto in sé mi aveva lasciato stupito, il suo non comprendere da che parte stesse la ragione, che non confondo con la verità e per questo evito di arrabbiarmi. La ragione in quel caso era voler bene a qualcuno il che significava in particolare volere il mio bene, quello di entrambi. A volte, è solo una questione di misura, un equilibrio che se non lo si trova è bene parlarne, aprirsi e se occorre scusarsi. Non serve litigare o dire all’altro che è cattivo, soprattutto quando l’altro, pensa di essere la parte offesa, nel senso di parte ferita. Soprattutto quando si è insieme, quando l’altro è la persona che più amiamo e che più ci ama.

Non ho mai voluto fare scenate, forse avrei dovuto arrabbiarmi, forse anche martedì, ma come allora è stato molto più forte il dispiacere. Mi aveva svegliato un suo messaggio alle sei e mezza, mi aveva detto ciao, di avere l’auto dal meccanico e che quindi sarebbe andata in ufficio con i mezzi, così mi ero offerto di darle un passaggio dalla stazione della metro all’ufficio e in seguito, alla sera, dall’ufficio… a qualsiasi luogo.

Invece le cose sono andate in maniera diversa. Dopo aver atteso inutilmente per due volte, avrei dovuto dirle almeno “ma mi potevi avvisare?” o lei spontaneamente avrebbe potuto dirmi per due volte come a un qualsiasi conoscente senza nemmeno che fosse proprio amico “Vado con l’autobus”. Senza nemmeno dover dire scusa, non pretendevo nulla se non quel che è normale aspettarsi. Come se lei non avesse saputo che ci sarei stato o che avrei corso per essere lì in tempo e che avrei aspettato finché lei la sera non avesse finito. Perché non c’entra con l’essersi amati, c’entra col volersi bene. Ora come allora. Non ci sono spiegazioni ed io, preferisco non darmene.

È qui che manca un pezzo, un pezzo importante, forse quello che è rimasto chiuso sul fondo la prima volta a Pandora ma… non importa.

 

(Pandora riaperse il vaso)

Informazioni su unuomodipocheparole

uno così, un po' muto
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2 risposte a Pandora

  1. lapotessarossa ha detto:

    Ciao, non ti ho più scritto. Magari ti dispiace. O forse no. Qui è una specie di Omaha Beach. Post caduti. Soldati Ryan che si salvano per un pelo, o forse no, sono spacciati, ma no ce la possono fare. Un bollettino di guerra dopo che lei ti ha letto. Ha lanciato la bomba su Hiroshima e ha fatto il danno. E anche i danni collaterali. Adesso devi aspettare che la radioattività decada. Puoi continuare a scrivere certo, ma con addosso la tuta anticontaminazione. Poi a poco ritornerai ad essere il te stesso che scriveva qui, l’uomodipocheparole nella sua essenza, senza filtri e senza timori. Se hai iniziato a scrivere nel 2007, dieci anni fa, un motivo c’è. Hai salvato questo blog dall’ecatombe di splinder e vi hai trovato rifugio nel momento del bisogno. E’ un pezzo di te. Che senso ha cancellare? Perché scripta manent? Così spezzi il filo della vita delle parole, anche se restano nascoste. Allora prendi carta e penna e scrivi il diario e tienilo nel cassetto. Ma se scrivi qui è perché vuoi dar voce a un te stesso che diversamente non ne avrebbe, o comunque non in questo modo. E magari ti aspetti che qualcuno ti legga e possa dirti il suo pensiero. E’ ben vero che sei libero di far quello che vuoi, ovviamente, questa è casa tua.
    (però non mi piacciono le persone che origliano fuori dalla porta)

    • Sì, non me lo aspettavo ma alla fime capisco anche perché lo abbia fatto, mi dispiace solo non ne abbia voluto parlare nemmeno dopo averglielo detto, vedremo.
      In ogni caso passato lo stordimento ho deciso di tenere tutto pubblico (più o meno) ma di fare pulizia, poca in verità, è molto più un esorcismo rileggere e rimettere on-line per staccarmi da quello che è stato e concentrarmi sul presente. Ci vuole comunque un po’ anche perché in questi giorni sono a display ridotto, ho lasciato Mururoa per decontaminarmi.
      Hai ragione è dall’inizio che ho lasciato aperto questo spazio per evitare di chiudermi dentro me stesso insieme al mio malessere. Poi anche per raccontare qualcosa alla mia amica Harvey… quindi andrò avanti a scrivere. Che sia sano o meno proprio non lo so, ma andrò avanti finché mi farà star bene poi si vedrà.
      Intanto grazie per i tuoi passaggi, ventilare queste stanze fa sempre bene.

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